Diritto Russo Home > Indice articoli di codice tradotti > Codice penale FR. Il reato
CODICE PENALE DELLA FEDERAZIONE RUSSA

PARTE GENERALE

SEZIONE 2. IL REATO


CAPO 3. NOZIONE DI REATO E TIPI DI REATO

Articolo 14. Nozione di reato

1. Viene considerato reato l'atto socialmente pericoloso commesso colpevolmente, vietato dal presente Codice con la previsione di una pena.

2. Non e' reato l'azione (omissione) che, pur avendo formalmente i caratteri di un atto previsto dal presente Codice, per la sua scarsa importanza non costituisce un pericolo sociale.


Articolo 15. Categorie di reati

1. In relazione al carattere e al livello di pericolosita' sociale, gli atti previsti dal presente Codice si suddividono in reati di lieve gravita', reati di media gravita', reati gravi e reati gravissimi.

2. Sono considerati reati di lieve gravita' gli atti dolosi o colposi per il compimento dei quali la pena massima, prevista dal presente Codice, non supera i due anni di reclusione.

3. Sono considerati di media gravita' gli atti dolosi per il compimento dei quali la pena massima, prevista dal presente Codice, non supera i cinque anni di reclusione, e gli atti colposi per il compimento dei quali la pena massima, prevista dal presente Codice, supera i due anni di reclusione.

4. Sono considerati gravi gli atti dolosi per il compimento dei quali la pena massima, prevista dal presente Codice, non supera i dieci anni di reclusione.

5. Sono considerati reati gravissimi gli atti dolosi per il compimento dei quali il presente Codice prevede la pena della reclusione superiore a dieci anni o una pena di tipo piu' grave.


Articolo 16. Reiterazione di reati

Abrogato con legge federale n.162 dell'8-12-2003.


Articolo 17. Concorso di reati

1. Viene considerato concorso di reati il compimento di due o piu' reati, per nessuno dei quali una persona sia stata gia' condannata, salvo i casi in cui il compimento di due o piu' reati sia previsto, dagli articoli della parte speciale del presente Codice, come circostanza che aggrava la pena.
In caso di concorso di reati una persona e' titolare di responsabilita' penale per ognuno dei reati commessi, in base agli articoli o alle parti di articolo del presente Codice.

2. Viene considerata concorso di reati anche un'azione (omissione), che presenta gli elementi di reati previsti da due o piu' articoli del presente Codice.

3. Se un reato e' previsto sia da una norma speciale, sia da una norma generale, il concorso di reati manca e la responsabilita' penale e' determinata dalla norma speciale.


Articolo 18. Recidiva di reati

1. Viene considerata recidiva di reati la commissione di un reato doloso da parte di una persona che ha precedenti penali per un reato doloso compiuto in precedenza.

2. La recidiva di reati viene considerata pericolosa:

a) in caso di compimento, da parte di una persona, di un reato grave, per il quale essa viene condannata ad una reclusione effettiva, se in precedenza e' gia' stata condannata due o piu' volte alla reclusione per un reato doloso di media gravita';

b) in caso di compimento di un reato grave, da parte di una persona che e' gia' stata condannata ad una reclusione effettiva per un reato grave o gravissimo.

3. La recidiva di reati viene considerata particolarmente pericolosa:

a) in caso di compimento, da parte di una persona, di un reato grave, per il quale essa viene condannata ad un reclusione effettiva, se in precedenza e' gia' stata condannata due volte ad una reclusione effettiva per un reato grave;

b) in caso di compimento di un reato gravissimo, da parte di una persona che e' gia' stata condannata due volte per un reato grave o una volta per un reato gravissimo.

4. Ai fini dell'accertamento della recidiva, non vengono computati:

a) i precedenti penali per reati dolosi di lieve gravita';

b) i precedenti penali per reati commessi da una persona prima del compimento del diciottesimo anno di eta';

c) i precedenti penali per reati a seguito dei quali e' stata inflitta la condanna condizionale oppure e' stato concesso il differimento dell'esecuzione della sentenza, purche' la condanna condizionale o il differimento dell'esecuzione della sentenza non siano stati revocati e la persona non sia stata collocata in un luogo di reclusione, e anche i precedenti penali revocati o estinti con le modalita' previste dall'articolo 86 del presente Codice.

5. La recidiva di reati comporta l'aggravamento della pena, in base a quanto stabilito dal presente Codice e nei limiti da questo previsti.


CAPO 4. PERSONE SOGGETTE A RESPONSABILITA' PENALE

Articolo 19. Condizioni generali per la responsabilita' penale

E' soggetta a responsabilita' penale solo la persona fisica imputabile, che ha raggiunto l'eta' prevista dal presente Codice.


Articolo 20. Eta' a partire dalla quale si e' penalmente responsabili

1. E' soggetta a responsabilita' penale la persona che, al momento della commissione del reato, ha compiuto l'eta' di sedici anni.

2. La persona che, al momento della commissione del reato, ha compiuto l'eta' di quattordici anni e' soggetta a responsabilita' penale per omicidio (articolo 105), danno doloso grave alla salute (articolo 111), danno doloso di media gravita' alla salute (articolo 112), sequestro di persona (articolo 126), stupro (articolo 131), atti violenti di carattere sessuale (articolo 132), furto (articolo 158), rapina (articolo 161), rapina aggravata (articolo 162), estorsione (articolo 163), impossessamento illegale di automobile o di altro mezzo di trasporto senza scopo di furto (articolo 166), distruzione o danneggiamento doloso di beni in presenza di circostanze aggravanti (articolo 167, parte seconda), atto terroristico (articolo 205), presa di ostaggio (206), comunicazione manifestamente falsa su un atto terroristico (articolo 207), teppismo in presenza di circostanze aggravanti (articolo 213, parte seconda), vandalismo (articolo 214), furto o estorsione di un'arma, di munizioni, di materie esplosive e di ordigni esplosivi (articolo 226), furto o estorsione di narcotici o di sostanze psicotrope (articolo 229), sabotaggio di mezzi di trasporto o di vie di comunicazione (articolo 267).

3. Se un minorenne ha raggiunto l'eta' prevista dalla prima o dalla seconda parte del presente articolo, ma a causa di un ritardo nello sviluppo psichico, non dipendente da infermita' psichica, al momento della commissione dell'atto socialmente pericoloso non poteva rendersi conto del reale significato e della pericolosita' sociale delle proprie azioni (omissioni) o non poteva controllarle, egli non e' titolare di responsabilita' penale.


Articolo 21. Non imputabilita'

1. Non e' soggetta a responsabilita' penale la persona che, al momento della commissione dell'atto socialmente pericoloso, si trovava in uno stato di non imputabilita', cioe' non poteva rendersi conto del reale significato e della pericolosita' sociale delle proprie azioni (omissioni) o non poteva controllarle, a causa di un'infermita' psichica cronica, di un'infermita' psichica temporanea, di deficit mentale o di altra condizione patologica della mente.

2. La persona, che ha compiuto un atto socialmente pericoloso previsto dalla legge penale trovandosi in stato di non imputabilita', puo' essere sottoposta dal tribunale alle misure coercitive di carattere medico previste dal presente Codice.


Articolo 22. Responsabilita' penale delle persone con infermita' psichica che non esclude l'imputabilita'

1. La persona imputabile che al momento della commissione del reato, a causa di un'infermita' psichica, non poteva pienamente rendersi conto del reale significato e della pericolosita' sociale delle proprie azioni (omissioni) o non poteva pienamente controllarle, e' soggetta a responsabilita' penale.

2. L'infermita' psichica che non esclude l'imputabilita' viene valutata dal tribunale in sede di determinazione della pena e puo' essere motivo di sottoposizione a misure coercitive di carattere medico.


Articolo 23. Responsabilita' penale delle persone che hanno commesso un reato in stato di ubriachezza

La persona che ha commesso un reato in stato di ubriachezza, provocato dall'uso di alcol, narcotici o di altre sostanze inebrianti, e' soggetta a responsabilita' penale.


CAPO 5. COLPEVOLEZZA

Articolo 24. Forme di colpevolezza

1. Viene considerata colpevole di un reato la persona che ha compiuto un atto con dolo o colpa.

2. Un atto compiuto solo con colpa viene considerato reato solo nel caso in cui cio' sia espressamente previsto da un corrispondente articolo della parte speciale del presente Codice.


Articolo 25. Reato commesso con dolo

1. Viene considerato reato commesso con dolo l'atto compiuto con dolo diretto o indiretto.

2. Un reato viene considerato commesso con dolo diretto, se la persona era consapevole della pericolosita' sociale delle proprie azioni (omissioni), ha previsto la possibilita' o l'inevitabilita' del verificarsi di conseguenze socialmente pericolose ed ha voluto il verificarsi di tali conseguenze.

3. Un reato viene considerato commesso con dolo indiretto, se la persona era consapevole della pericolosita' sociale delle proprie azioni (omissioni), ha previsto la possibilita' del verificarsi di conseguenze socialmente pericolose e, pur non desiderando tali conseguenze, le ha consapevolmente ammesse o le ha considerate con indifferenza.


Articolo 26. Reato commesso con colpa

1. Viene considerato reato commesso con colpa l'atto compiuto con leggerezza o negligenza.

2. Un reato viene considerato commesso con leggerezza, se la persona ha previsto la possibilita' del verificarsi di conseguenze socialmente pericolose per le proprie azioni (omissioni), ma senza giustificato motivo ha sottovalutato la prevenzione di tali conseguenze.

3. Un reato viene considerato commesso con negligenza, se la persona non ha previsto il verificarsi di conseguenze socialmente pericolose per le proprie azioni (omissioni), ma avrebbe dovuto e potuto prevederle con l'attenzione e la lungimiranza necessarie.


Articolo 27. Responsabilita' per il reato commesso con le due forme di colpa

Se, come risultato del compimento di un reato doloso, si provocano delle gravi conseguenze, che in base alla legge implicano un aggravamento della pena e che non rientravano nelle intenzioni della persona, si ha responsabilita' penale per tali conseguenze solo nel caso in cui la persona ha previsto la possibilita' del loro verificarsi, ma senza giustificato motivo ha sottovalutato la loro prevenzione, oppure nel caso in cui non le ha previste, ma avrebbe dovuto e potuto prevedere la possibilita' del verificarsi di tali conseguenze. Tale reato, nel suo insieme, viene considerato commesso con dolo.


Articolo 28. Danno prodotto senza colpa

1. Un atto viene considerato compiuto incolpevolmente, se la persona che l'ha compiuto non era consapevole, e non poteva esserlo date le circostanze, della pericolosita' sociale delle proprie azioni (omissioni), oppure non ha previsto la possibilita' del verificarsi di conseguenze socialmente pericolose e, date le circostanze, non avrebbe dovuto o potuto prevederle.

2. Un atto viene considerato compiuto incolpevolmente anche quando la persona che l'ha compiuto, sebbene prevedesse la possibilita' del verificarsi di conseguenze socialmente pericolose per le proprie azioni (omissioni), non ha potuto evitare tali conseguenze, a causa dell'inadeguatezza delle proprie capacita' psicofisiche di fronte a situazioni estreme o a sovraccarico nervoso o psichico.


CAPO 6. REATO TENTATO

Articolo 29. Reato consumato e reato tentato

1. Un reato viene considerato consumato, se negli atti compiuti da una persona sono compresi tutti gli elementi della struttura di un reato previsto dal presente Codice.

2. Vengono considerati reato tentato la preparazione del reato e il tentativo di reato.

3. La responsabilita' penale per il reato tentato sorge in base all'articolo del presente Codice che prevede la responsabilita' per il reato consumato, con riferimento all'articolo 30 del presente Codice.


Articolo 30. Preparazione del reato e tentativo di reato

1. Vengono considerati preparazione del reato il reperimento, la preparazione o l'adattamento, da parte di una persona, dei mezzi o degli strumenti per il compimento del reato, il reperimento di complici per il reato, le trattative per il compimento del reato o la creazione dolosa delle condizioni per il reato, se il reato non e' stato portato a termine per circostanze indipendenti dalla persona stessa.

2. Si ha responsabilita' penale per la preparazione solo per i reati gravi e gravissimi.

3. Vengono considerate tentativo di reato le azioni (omissioni) dolose di una persona, finalizzate direttamente al compimento del reato, se il reato non e' stato portato a termine per circostanze indipendenti dalla persona stessa.


Articolo 31. Desistenza volontaria dal reato

1. Viene considerata desistenza volontaria dal reato l'interruzione, da parte di una persona, della preparazione del reato e la cessazione delle azioni (omissioni) finalizzate direttamente al compimento del reato, se la persona era consapevole della possibilita' di portare a termine il reato.

2. Una persona non e' soggetta a responsabilita' penale per un reato, se volontariamente e definitivamente ha desistito dal portare a termine tale reato.

3. Una persona, che ha desistito volontariamente dal portare a termine un reato, e' soggetta a responsabilita' penale nel caso in cui l'atto effettivamente compiuto concretizzi gli estremi di un altro reato.

4. L'organizzatore di un reato o l'istigatore a un reato non sono soggetti a responsabilita' penale, se, per mezzo di una tempestiva comunicazione agli organi dell'autorita' o con altre misure preventive, hanno impedito che il reato fosse portato a termine. Il complice non e' soggetto a responabilita' penale, se ha adottato tutte le misure in suo potere per impedire il compimento del reato.

5. Se le azioni dell'organizzatore o dell'istigatore, previste dalla parte quarta del presente articolo, non hanno impedito il compimento del reato da parte dell'esecutore, le misure da essi adottate possono essere considerate dal tribunale come circostanze attenuanti in sede di determinazione della pena.


CAPO 7. CONCORSO NEL REATO

Articolo 32. Nozione di concorso nel reato

Viene considerata concorso nel reato la partecipazione dolosa e congiunta di due o piu' persone al compimento di un reato doloso.


Articolo 33. Tipi di compartecipi al reato

1. Vengono considerati compartecipi al reato, oltre all'esecutore, l'organizzatore, l'istigatore e il complice.

2. Viene considerata esecutore la persona che ha commesso direttamente il reato o ha partecipato direttamente al suo compimento insieme ad altre persone (coesecutori) e anche la persona che ha commesso il reato avvalendosi di altre persone non soggette a responsabilita' penale per l'eta', per la non imputabilita' o per altre circostanze previste dal presente Codice.

3. Viene considerata organizzatore la persona che ha organizzato il compimento del reato o che ha diretto la sua esecuzione e anche la persona che ha costituito o diretto un gruppo organizzato o una societa' criminale (organizzazione criminale).

4. Viene considerata istigatore la persona che ha indotto un'altra persona al compimento del reato tramite persuasione, corruzione, minacce o in altro modo.

5. Viene considerata complice la persona che ha cooperato al compimento del reato con consigli, indicazioni, fornitura di notizie, mezzi o strumenti per il compimento del reato o che ha eliminato degli impedimenti, e anche la persona che anticipatamente ha promesso di nascondere il reo, i mezzi o gli strumenti per il compimento del reato o le cose ottenute in maniera criminosa, e la persona che ha promesso di acquistare o di vendere tali cose.


Articolo 34. Responsabilita' dei compartecipi al reato

1. La responsabilita' dei compartecipi al reato viene determinata in base al carattere e al livello dell'effettiva partecipazione di ognuno di essi al compimento del reato.

2. I coesecutori rispondono in base a un articolo della parte speciale del presente Codice, per il reato da essi compiuto congiuntamente, senza riferimento all'articolo 33 del presente Codice.

3. La responsabilita' penale dell'organizzatore, dell'istigatore e del complice sorge in base a un articolo che prevede la pena per il compimento del reato, con riferimento all'articolo 33 del presente Codice, salvo i casi in cui essi siano stati contemporaneamente anche coesecutori del reato.

4. La persona che, pur non essendo indicata espressamente come soggetto del reato da un relativo articolo della parte speciale del presente Codice, ha partecipato al compimento del reato, previsto da tale articolo, e' titolare di responsabilita' penale, in qualita' di organizzatore, istigatore o complice.

5. Nel caso in cui il reato non sia stato portato a termine dall'esecutore, per circostanze da lui indipendenti, gli altri compartecipi sono titolari di responsabilita' penale per la preparazione del reato o per il tentativo di reato.
E' titolare di responsabilita' penale per la preparazione del reato anche la persona che, per motivi da lui indipendenti, non e' riuscita a indurre altre persone al compimento del reato.


Articolo 35. Reato compiuto da un gruppo di persone, da un gruppo di persone in base a un accordo preventivo, da un gruppo organizzato o da una societa' criminale (organizzazione criminale)

1. Un reato viene considerato commesso da un gruppo di persone, se hanno partecipato congiuntamente al suo compimento due o piu' esecutori, senza un accordo preventivo.

2. Un reato viene considerato commesso da un gruppo di persone in base a un accordo preventivo, se ad esso hanno partecipato delle persone che si erano accordate in precedenza per il suo compimento congiunto.

3. Un reato viene considerato commesso da un gruppo organizzato, se esso e' stato compiuto da un gruppo stabile, riunitosi in precedenza per il compimento di uno o piu' reati.

4. Un reato viene considerato commesso da una societa' criminale (organizzazione criminale), se e' stato compiuto da un gruppo unito e organizzato (organizzazione), costituito per il compimento di reati gravi o gravissimi, oppure dall'unione di gruppi organizzati costituita per lo stesso fine.

5. La persona, che ha costituito o diretto un gruppo organizzato o una societa' criminale (organizzazione criminale), e' soggetta a responsabilita' penale per tale costituzione o direzione, nei casi previsti dai relativi articoli della parte speciale del presente Codice, e anche per tutti i reati compiuti dal gruppo organizzato o dalla societa' criminale (organizzazione criminale), se essi rientravano nelle sue intenzioni.
Gli altri membri del gruppo organizzato o della societa' criminale (organizzazione criminale) sono titolari di responsabilita' penale per la loro partecipazione al gruppo o societa' nei casi previsti dai relativi articoli della parte speciale del presente Codice, e anche per i reati preparati o compiuti con la loro partecipazione.

6. La costituzione di un gruppo organizzato, nei casi non previsti dagli articoli della parte speciale del presente Codice, implica la responsabilita' penale per la preparazione dei reati per il compimento dei quali esso e' stato cosituito.

7. Il compimento di un reato da parte di un gruppo di persone, di un gruppo di persone in base a un accordo preventivo, di un gruppo organizzato o di una societa' criminale (organizzazione criminale) implica un aggravamento della pena, sulla base e nei limiti stabiliti dal presente Codice.


Articolo 36. Eccesso dell'esecutore del reato

Viene considerato eccesso dell'esecutore il compimento, da parte dell'esecutore, di un reato che non rientrava nelle intenzioni degli altri compartecipi.
Gli altri compartecipi al reato non sono soggetti a responsabilita' penale per l'eccesso dell'esecutore.


CAPO 8. CIRCOSTANZE CHE ESCLUDONO LA CRIMINOSITA' DI UN ATTO

Articolo 37. Legittima difesa

1. Non e' reato cagionare un danno a un aggressore in caso di legittima difesa, cioe' per proteggere la propria o l'altrui persona e i propri e gli altrui diritti, e per proteggere gli interessi della societa' e dello Stato tutelati dalla legge, da un'aggressione socialmente pericolosa, se questa aggressione e' accompagnata da una violenza pericolosa per la vita di colui che agisce per difesa o di altra persona, oppure dalla minaccia diretta di far uso di tale violenza.

2. La difesa da un'aggressione, che non e' accompagnata da violenza pericolosa per la vita di colui che agisce per difesa o di altra persona oppure dalla minaccia diretta di far uso di tale violenza, e' lecita se non sono stati superati i limiti della legittima difesa, cioe' se non sono stati compiuti atti dolosi manifestamente difformi dal carattere e dalla pericolosita' dell'aggressione.

2.1. Non vi e' superamento dei limiti della legittima difesa, negli atti di colui che agisce per difesa, se questi, a causa del carattere inaspettato dell'aggressione, non poteva valutare obiettivamente il livello e il carattere della pericolosita' dell'aggressione.

3. Le disposizioni del presente articolo si applicano in ugual misura a tutte le persone, indipendentemente dalla loro preparazione professionale o specialistica e dalla posizione di servizio e anche indipendentemente dalla possibilita' di sfuggire all'aggressione socialmente pericolosa o di chiedere aiuto ad altre persone o agli organi dell'autorita'.


Articolo 38. Danno cagionato per il fermo di una persona che ha commesso un reato

1. Non e' reato cagionare un danno a una persona che ha commesso un reato, al momento del suo fermo compiuto per consegnarla agli organi dell'autorita' e per prevenire la possibilita' del compimento di nuovi reati, se non era possibile in altro modo fermare tale persona e le misure adottate non sono state eccessive.

2. Le misure, necessarie per il fermo di una persona che ha commesso un reato, vengono considerate eccessive se vi e' una manifesta difformita' rispetto al carattere e al livello di pericolosita' sociale del reato commesso dalla persona fermata e rispetto alle circostanze del fermo e quando alla persona viene recato un danno eccessivo, non giustificato dalla situazione.
Questo eccesso implica responsabilita' penale solo nei casi in cui il danno sia stato provocato con dolo.


Articolo 39. Stato di necessita'

1. Non e' reato cagionare un danno a interessi tutelati dalla legge penale in caso di stato di necessita', cioe' per eliminare un pericolo che minaccia direttamente la persona e i diritti di una o piu' persone o gli interessi della societa' o dello Stato tutelati dalla legge, se tale pericolo non poteva essere eliminato con altri mezzi e se non sono stati superati i limiti dello stato di necessita'.

2. Viene considerato superamento dei limiti dello stato di necessita' il provocare un danno manifestamente difforme dal carattere e dal livello del pericolo minacciato e dalle circostanze nelle quali il pericolo e' stato eliminato, quando ai suddetti interessi e' stato recato un danno di pari o maggiore rilevanza, rispetto a quello evitato.
Questo eccesso implica responsabilita' penale solo nei casi in cui il danno sia stato provocato con dolo.


Articolo 40. Coercizione fisica o psichica

1. Non e' reato cagionare un danno a interessi tutelati dalla legge penale in risultato di una coercizione fisica, se a seguito di tale coercizione la persona non poteva controllare le proprie azioni (omissioni).

2. La questione relativa alla responsabilita' penale per il danno agli interessi tutelati dalla legge penale in risultato di una coercizione psichica, e anche in risultato di una coercizione fisica, a seguito della quale la persona manteneva la possibilita' di controllare le proprie azioni, viene risolta tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 39 del presente Codice.


Articolo 41. Rischio giustificato

1. Non e' reato cagionare un danno a interessi tutelati dalla legge penale, in caso di rischio giustificato dal raggiungimento di uno scopo socialmente utile.

2. Un rischio viene considerato giustificato, se lo scopo suddetto non poteva essere raggiunto con azioni (omissioni) che non comportavano un rischio e la persona che ha dato luogo al rischio ha adottato le misure sufficienti per la prevenzione del danno agli interessi tutelati dalla legge penale.

3. Il rischio non e' considerato giustificato, se era manifestamente associato a una minaccia per la vita di molte persone, alla minaccia di una catastrofe ecologica o di una pubblica calamita'.


Articolo 42. Esecuzione di un ordine o di una disposizione

1. Non e' reato cagionare un danno a interessi tutelati dalla legge penale, da parte di una persona che ha agito per eseguire un ordine o una disposizione per essa vincolante.
E' titolare di responsabilita' penale per tale danno la persona che ha dato un ordine o una disposizione illegittima.

2. La persona che ha commesso un reato doloso, in esecuzione di un ordine o di una disposizione manifestamente illegittima, e' titolare di responsabilita' penale secondo i principi generali.
La non esecuzione di un ordine o di una disposizione manifestamente illegittima esclude la responsabilita' penale.


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